Berlino
Ovest
Berlino
in Super8
Nel
1979 al Festival dei cineasti di Amburgo i registi tedeschi
consolidano la loro unità con una retrospettiva sullo Junger
Deutscher Film.
In questo periodo si consacrano nomi come Herzog e Syberberg e il
cinema tedesco, fino alla morte di Fassbinder (1982), raccoglie
tematiche e ideologie degli autori degli anni Settanta, alimentanto
da una subcultura progressista che cresce nelle maggiori città
tedesche: Amburgo, Hagen, Hannover, Düsseldorf e Berlino Ovest. In
quest'ultima, la città del muro, molti ragazzi si trasferiscono per
evitare la chiamata alla leva alimentando i territori artistici e
musicali della Neue
Deutsche Welle.
I
punti di riferimento di questa scena emergente sono i centri sociali
e i locali di Schöneberg e Kreutzberg come il Risiko, il Mitropa,
l'S.O. 36, lo Zest e il Milchbar. La città di Berlino diviene
“materia grezza” da modellare, da trasformare in opera d'arte
attraverso nuovi stili sperimentali e rivoluzionari.
Nuovi
musicisti, giovani fotografi, apprendisti graffittari e cineasti si
organizzano compattamente, creando spesso forme trasversali di
performance audio-visive, fondando piccoli festival musicali e
cinematografici. Musica e Super-8 in particolare sembrano trovare il
sodalizio migliore, come dimostra il cortometraggio di Manfred
Jelinski So
war das S.O. 36 –
Ein Abend Der Nostalgie (1984),
del quale Buttgereit è co-produttore e secondo regista. Girato con
uno stile documentaristico amatoriale, la pellicola in poco più di
dodici minuti fotografa uno spaccato della scena musicale berlinese
tra il 1978 e il 1984, con un collage di riprese di esibizioni dal
vivo dei protagonisti del postpunk-new wave berlinese (Die Gelbs,
Einstürzende Neubauten, Malaria!, Carambolage, Lorenz Lorenz e Die
Tödliche Doris), alternate da microinterviste a musicisti, gestori
dei locali, spettatori. Sebbene il prodotto finale non sia di ottima
qualità tecnica, nel documentario di Jelinski si nota, grazie
all'utilizzo di altro materiale montato assieme ai live,
una certa tendenza visiva tipica del clip musicale.
Racconta
Buttgereit a proposito del suo cortometraggio Mein
Papi (1981/re1995,
6/10 min.):
“Quando
venivano proiettati i miei cortometraggi nei club, ero soddisfatto
nel vedere il pubblico divertirsi alle spalle di mio padre. [...] Era
il film preferito del pubblico del Risiko (una sorta di club per
artisti punk). Blixa Bargeld, cantante degli Einstürzende Neubauten,
ogni tanto lavorava nel club e mi chiedeva sempre di proiettare Mein
Papi.
Voleva vederlo sempre e io lo mostravo in cambio di bevute gratis”
.1
La
frequentazione della scena postpunk di Berlino Ovest consente a
Buttgereit di mostrare i suoi primi lavori e di entrare in contatto
con la scena New
Wave berlinese.
Il
S.O. 36 è uno dei club leggendari di Berlino Ovest. Situato nel
quartiere di Kreutzberg, tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli
anni '80 ospita la scena punk berlinese, organizzando anche concerti
di gruppi internazionali (Dead Kennedys). Il documentario di
Jelinski, girato con tre Super-8 posizionate sul palco, fotografa la
scena postpunk berlinese, raccontando la storia musicale, culturale e
generazionale dell'epoca.
Tra
il 1981 e l'82 Buttgereit gira un documentario sulle punk band
berlinesi: Der
Trend – Punkrocker Erzahlen Aus Ihrem Leben (25
min.) dove oltre ad un live
degli Einstürzende Neubauten, il cortometraggio procede con false
interviste a gruppi musicali inventati.
L'utilizzo
del Super-8 diviene l'imperativo artistico per i cineasti di
quell'epoca. Se questo nuovo stile della Neue
Deutsche Welle si
basa sulle imperfezioni tanto da venire battezzato “Ingenious
Dillectantes” da gruppi come i Tödliche Doris e gli Einstürzende
Neubauten, anche i giovani registi si prodigano in uno stile
ridondante di dilettantismi, trasponendo l'innovativa poetica in una
dichiarazione di intenti.
“Il
festival 'Ingenious Dillectantes' tentava di indicare con precisione
l'assurda divisione tra highculture
e
subculture.
Questa combinazione di termini è ancora un'aperta contraddizione:
'ingenious' denota una certa autorialità artistica ed è l'opposto
del dilettantismo. Questo movimento – con il suo famoso errore, la
doppia l di 'Dillectantes' - pose da subito nuove domande
sull'estetica dell'opera e sui criteri di giudizio consolidati, siano
artistici, musicali o cinematografici”.2
Come
il low
budget
contraddistingue la sperimentazione di band
che utilizzano nuovi materiali come strumenti di percussione, il
Super-8 diviene negli anni '80 il medium
ideale per uno stile che vuol essere più amatoriale che autoriale.
“Non
ho mai fatto parte dei normali circuiti cinematografici, né mi è
mai interessato appartenervi o averci a che fare. I miei film
provengono interamente dal movimento underground di Berlino degli
anni '80.
Tentavo
di fare film sovversivi con tematiche che non sarebbero mai state
affrontate dal cinema mainstream”.3
Retroscena
musicale e messaggio audiovisivo si fondono in una serie di
cortometraggi autoprodotti da cineasti che popolano la Berlino dei
festival alternativi dei Super
Acht Filme,
tra
i quali ricordiamo il Berlin Interfilm Festival, il German
Experimental Film e il Festival der Berliner Super 8, spesso tenuti
negli stessi locali che ospitano i concerti degli esponenti della Ndw
berlinese. Tra questi spiccano i nomi di Christoph Döring, Jörg
Buttgereit, Manfred Jelinski, Walter Gramming e Andrea Hillern.
Lo
stesso Wim Wenders ne Il
cielo sopra Berlino (Der
Himmel über Berlin,
1987) ci offre uno spaccato di quell'epoca, sebbene in ritardo,
citando gli Sprung aus den Wolken (protagonisti della scena berlinese
d'inizio anni Ottanta) nella colonna sonora e inserendo nella sua
pellicola le esibizioni live dei Crime and the City Solution e dei
Bad Seeds di Nick Cave, entrambi gruppi musicali in cui militano
membri degli Einstürzende Neubauten.
La
produzione filmica più rappresentativa dell'epoca è tuttavia
Decoder
(1984)
di Muscha. Questa pellicola underground riflette lo Zeitgeist
del suo tempo, le contaminazioni tra musica e cinema e i punti di
riferimento di una Germania Ovest impigliata nella Wende
(svolta) che sancisce la fine dell'Ostpolitik.
L'atmosfera apocalittica di questa pellicola si rispecchia in un
altro “1984”, quello letterario di George Orwell, e si appropria
dell'immaginario fantascientifico burroughsiano di Videodrome
(David Cronenberg, 1983) in cui la società totalitaria controlla le
masse attraverso dei messaggi subliminali audio (muzak).
Le tematiche, che pacatamente manifestano l'instabilità nei rapporti
tra le due Germanie, si riagganciano alla teoria di William Burroghs
(presente nella pellicola con un piccolo cammeo) della information
war.
Non a caso Decoder
diviene
presto la bandiera degli anarchici berlinesi attivi nelle proteste
contro la visita di stato di Ronald Regan e contro la svolta politica
della Germania Ovest. Questo prodotto cinematografico è altresì un
esempio della creatività giovanile berlinese dei primi anni Ottanta
e di quella cultura che amalgama musica e videoart.4
Conversazione
con Wolfgang Müller
Michele
Tosolini: Die
Tödliche Doris è stata una delle realtà culturali più eclettiche
della scena berlinese dell'inizio degli anni '80. Quali erano, in
generale, i vostri punti di riferimento musicali, artistici e
cinematografici?
Wolfgang
Müller: L'ideologia seguita dai Tödliche Doris è stata quella di
individuare e abbattere le ideologie! Abbiamo constatato che la scena
punk e quella della musica sperimentale era scevra di convenzioni,
ideologie e stereotipi. Noi facciamo musica proprio partendo da
questo. Ma se tu cominci a distruggere immagini e stili, convenzioni
e stereotipi, inclusi i tuoi, diventi invisibile e sconosciuto. In
questo siamo stati particolarmente bravi, ma saremmo stati
artisticamente ancora più bravi se nessuno conoscesse i Doris oggi.
Potremmo dire che se raggiungessimo il nostro obiettivo artistico,
nessuno dovrebbe venirne a conoscenza.5
MT:
Che
ruolo ha avuto la “città divisa dal muro” nella scena artistica
berlinese del tempo? Come era sentita la divisione e come ha
condizionato la crescita creativa dei Tödliche Doris?
WM:
Il Muro di Berlino era per molti artisti e musicisti di Berlino una
sorta di sfondo attraente per ricavarne un'immagine. Noi lo abbiamo
fatto con il videoclip Naturkatastrophenkonzert:
stavamo in piedi davanti al Muro sebbene nelle inquadrature fosse
coperto da una collina di sabbia. Sulla cima si possono vedere il
tetto di una casa di Adalbertstrasse (Berlino Est) e, più a destra,
il tetto della Bethanien Church (Berlino Ovest). Così già nel
nostro clip del 1983, potevi vedere Berlino non più divisa! Da un
altro punto di vista potremmo dire che vedere, guardare, manipolare
le cose può farle scomparire...
Personalmente
negli anni '80 ho mantenuto il contatto con numerosi amici nella
parte orientale della città. Con i Tödliche Doris abbiamo fatto
qualche concerto illegale a Est, ma abbiamo suonato anche
“legalmente” a Varsavia e a Budapest nel 1986.
MT:
Qual
è l'eredità della scena artistica di quel tempo ai nostri giorni?
WM:
In Germania la scena musicale techno ha avuto la sua origine nel
festival “Ingenious Dillectantes” nel 1981. In questa occasione
si sono aperti i confini del pop e dell'elettronica alla musica più
alternativa e sperimentale. Gli eventi nei locali
(concerti/proiezioni...) erano organizzati e considerati dal pubblico
come avvenimenti artistici. Questo accade ancora oggi all'interno
della scena artistica e culturale (scena newyorkese/biennale...), con
la differenza che se un “Art space” contemporaneo chiama un dj
pensa di aver inventato qualcosa di nuovo, o fuso insieme realtà
differenti per la prima volta...
MT:
Quale
pensi sia il fulcro della poetica cinematografica di Buttgereit?
WM:
Buttgereit, proprio in quel periodo, ha saputo dissacrare la figura
di Hitler come mai prima nessuno aveva fatto. Altri cineasti, come
Schlingensief,6
hanno provato a trattare la tematica alla stessa maniera, ma solo con
i primi corti di Buttgereit Hitler viene rappresentato per quello che
era. La mia idea è che quel tipo di rappresentazione del male
storico aleggi in tutte le pellicole di Jörg come una presenza
costante.
MT:
Come
si è creato, intorno al movimento “Ingenious Dillectantes” un
rapporto così stretto tra cineasti, (Buttgereit, Jelinski), e la
scena musicale (Tödliche Doris, Malaria!, Mutter)?
WM:
Beh, eravamo un piccolo gruppo di persone. Io ho recitato in
Nekromantik,
mio fratello ha composto le musiche per Schramm,
Buttgereit ha preso parte nel mio show al Volksbühne...7
Ci piaceva quello che facevamo e ci piaceva sperimentare diversi modi
di espressione, così capitava spesso che si collaborasse assieme.
26/11/2007
Sex,
Gewalt und Gute Laune
Il
documentario So
War Das S.O.36 segna
l'inizio della collaborazione tra
Buttgereit
e Manfred Jelinski. Quest'ultimo, dopo aver visionato Der
Trend,
decide di chiamare Buttgereit per realizzare delle piccole interviste
alle punk band.
Con
la realizzazione di questo cortometraggio tra i due registi si
stringe un sodalizio pluriennale, che porterà alla realizzazione di
pellicole come i due Nekromantik,
Der Todesking e
Schramm.
Manfred
O. Jelinski comincia nel 1989 a raccogliere alcuni cortometraggi
amatoriali di giovani registi tedeschi, alcuni di questi girati
all'inizio degli anni '80. Il risultato è una serie di bizzarre
antologie incentrate sul tema del sesso e della violenza, argomenti
trattati con estremo umorismo. Nel 1989 comincia così la serie dei
Sex,
Gewalt und Gute Laune8
nei quali non solo troviamo alcuni dei primi cortometraggi di
Buttgereit, ma riconosciamo spesso gli stessi attori che hanno
partecipato alle sue pellicole, da Monika M. a Florian Körner von
Gustorf, allo stesso regista berlinese.
I
riferimenti all'attività cinematografica buttgereiana sono
molteplici, come il tributo umoristico a Nekromantik
di
Thomas Beier, Eggromantik
(1990).
Quest'ultimo
riprende,
in forma di parodia, la sessualità lasciva di Nekromantik,
mostrandoci una donna che si strofina sulle gambe delle uova sode. Il
rifermento sessuale a un feticismo che fa sorridere lo spettatore
trova il culmine nella scena finale dove il fondoschiena nudo di una
donna schiaccia ripetutamente su una sedia altre uova sode.
L'umorismo però viene lievemente smorzato da una colonna sonora che
per tutto il cortometraggio ci fa ascoltare grida di bambini.
Degno
di nota Für
Alex
(1989, 16 min.) girato in 16 mm. da Max Müller, fratello di Wolfgang
Müller. Già autore della colonna sonora di Mein
Papi e
compositore di quella per Schramm,
Müller è il vocalist della band dell'underground berlinese dei
Mutter, di cui Florian Körner von Gustorf, protagonista sia di
questo cortometraggio sia di Schramm,
ne è il batterista. Für
Alex viene
presentato nell'antologia di Jelinski come un prodotto della “Schramm
Film”.
Conversazione
con Manfred O. Jelinski
Michele
Tosolini: Nel
tuo documentario So
War Das S.O. 36 ci
mostri la scena underground berlinese d'inizio anni '80. Cosa
ricordi di quei tempi?
Manfred
Jelinski: ?
stato
un periodo interessante... Avevo appena sviluppato assieme ad un
amico, Uwe Bohrer, delle tecniche per fare in economia delle buone
riprese di musica live
utilizzando una pellicola da 8mm ed entrambi eravamo molto
interessati alle subculture giovanili. Quando, verso la fine degli
anni '70, cominciò a svilupparsi la cultura pop tedesca ci siamo
attrezzati per documentare questi cambiamenti con la nostra super8. I
nostri sforzi aumentarono quando ci ci siamo accorti che eravamo gli
unici indipendenti che lo stavano facendo sul serio! All’epoca
riprendevamo tutto... abbiamo girato anche alcuni video sapendo
perfettamente che non sarebbero sopravvissuti al tempo!
Ricordo
che verso la fine delle riprese di So
War Das S.O. 36
si aggiunse Jörg Buttgereit, che portò del materiale interessante e
i contatti con i musicisti per realizzare alcune interviste. In quel
periodo girammo anche
altri film di 90 minuti sulla scena musicale berlinese degli anni
'80, Rockeinsatz,
nel 1980, e Rockinsel,
nel 1982, un cortometraggio, Rock
in Berlin,
e avevamo previsto un quarto film Die
Rattenburg
che però non fu mai portato a termine.
MT:
Come
è nata l'idea di Sex,
Gewalt und Gute Laune?
MJ:
Mi ha sempre infastidito che i cortometraggi indipendenti non
avessero grande possibilità di diffusione. Quando ho iniziato come
regista e produttore, nel 1964, la situazione delle proiezioni era
ugualmente desolante. Con l’introduzione delle cassette VHS si
offrì la possibilità di rendere ogni film accessibile ad un
pubblico più ampio: ricordo infatti che all'epoca di Nekromantik
fummo costretti a fondare una società di distribuzione perché
nessuno voleva distribuire il film e da quell'esperienza nacque
l'idea di una forma di distribuzione simile per i cortometraggi.
'Sex,
Gewalt und Gute Laune' è una storpiatura di un dialogo presente in
Im
Lauf der Zeit
(Nel corso del tempo, 1977) di Wim Wenders.
MT:
Come
hai conosciuto Jörg Buttgereit? Come nasce il vostro sodalizio
artistico?
MJ:
All'epoca avevo fondato con Uwe Bohrer un’azienda di servizi per
film indipendenti con cui potevamo offrire, per pochi soldi, buone
copie e molti effetti speciali. Molti cineasti ci contattavano e tra
questi c'era Jörg,
che, ricordo, aveva bisogno di copie dei suoi video da distribuire
nei locali underground della scena berlinese.
Io
e Uwe prestavamo questo genere di servizi, ma avevamo deciso, dopo i
film musicali, di girare anche film “seri” low
budget.
Siccome eravamo troppo impegnati con i servizi di copia lavorazione
cercavamo proprio un giovane regista per cui fosse importante trovare
dei produttori e dopo Hot
Love
Jörg divenne il nostro favorito! Ricordo che con
la prima collaborazione diventammo subito amici... trovavo
interessante come le nostre vite si assomigliassero: anch’io a 16
anni avevo pregato mia madre in ginocchio di regalarmi una
videocamera e anch’io avevo iniziato subito a fare piccoli film con
gli amici.
Così
gli proposi di fargli da produttore: “Puoi fare quello che ti pare,
la cosa più importante è solo che spacchi”!
Il che poi in effetti successe! Jörg
poi è stato bravo abbastanza da convincere anche in altri progetti.
E così capitò che fondammo insieme una casa di produzione, la J&B
GbR, che finì con il caso Warner.9
2/3/2008
2
Ingenious
Dillectantes?
Wolfgang Müller interview,
in Aa.Vv.,
Berlin
in Super 80,
Monitorpop Entertainment, Berlin, 2005.
3
Il velo (impietoso)
sopra Berlino,
a cura di Mauro F. Giorgio, in Pesarhorrorfest
4,
Bloodbuster, Milano, 2007, p. 15.
4
Tra
gli attori di Decoder
ricordiamo F.M. Eineit, Alexander Hacke (entrambi membri degli
Einstürzende Neubauten) e Genesis P-Orridge (militante nei
Throbbling Gristle e negli Psychic Tv).
5
Wolfgang Müller
fa riferimento al quinto Lp dei Tödliche Doris, noto anche come The
Invisible Fifth.
L'invisibilità dell'album dei Doris sta proprio nel fatto che non
esiste materialmente, ma che si ottiene suonando insieme l'Lp Our
Debut
(1984), commerciale e pop, con Six
(1986), molto sperimentale ed estremo.
8
Le antologie
di Jelinski sono in tutto cinque: la
prima è del 1991, Sex,
Gewalt und Gute Laune Vol. 2
è del 1992. I capitoli successivi – terzo, quarto e quinto -
sono rispettivamente del 1993, 1994 e 1996.
9
Il caso
Warner, a cui Jelinski fa riferimento, è un processo contro
Jelinski e Buttgereit, intentato dalla Warner Bros, per l'utilizzo,
da parte della piccola casa di produzione tedesca, di un marchio
molto simile a quello della multinazionale americana (Cfr: David
Kerekes,
Sex
Murder Art,
cit.,
pp. 123-124).
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